DIETRO LE QUINTE

Making of
EPiC

EPiC è cresciuto sul tavolo, con le persone, con chi le accompagnava.
Appunti, mappe, carte, prove dal vivo, errori di lettura, intuizioni che reggevano e altre che crollavano appena incontravano una persona vera.

Ogni versione ha reso il modello più semplice da usare e più preciso nel discriminare.

Una domanda ha guidato tutto il lavoro:

cosa serve al coach, in quel momento, per vedere meglio e scegliere l'intervento più efficiente?

La prima idea di EPiC

Tutto è cominciato da qui

In una piovosa giornata autunnale è nato qualcosa che ancora non aveva una forma, ma solo un potenziale.

Sul tavolo c’erano fogli, appunti, idee, collegamenti e una quantità quasi imbarazzante di carte.

Era il modo più semplice per dare corpo a quello che girava in testa: metterlo tutto davanti agli occhi, spostarlo, accostarlo, discuterlo, scartarlo, ricominciare.

“Avrei scritto una lettera più breve, ma non ne ho avuto il tempo.”

— da Blaise Pascal
Il primo concept di EPiC

Il concetto prende forma

A un certo punto le idee hanno iniziato a cercare — e trovare — una forma.

Le ali si sono attaccate a un Pattern centrale, creando quella struttura caratteristica che ancora oggi si apre e si chiude per mostrare, quando serve, gli interventi disponibili.

Una forma semplice, quasi meccanica: chiusa resta essenziale, aperta mostra le possibilità.

È in questo momento che EPiC ha cominciato a diventare un sistema.

I prototipi

Per la felicità delle famiglie:
stampare, tagliare, provare e accorgersi che una cosa bellissima sullo schermo, in mano era scomoda. Cambiare, ristampare e scoprire che il problema era un altro.

Con rispetto per l’ambiente, ma anche qualche albero sacrificato sull’altare della prototipazione.

Ogni prototipo risolveva qualcosa e, con una certa puntualità, faceva emergere il problema successivo.

Prototipo artigianale delle carte EPiC
Risultato del prototipo artigianale EPiC
Prime carte EPiC stampate professionalmente e ritagliate a mano
Versione professionale delle carte EPiC

Il prodotto

C’era bisogno dei professionisti, ed è qui che sono entrati in gioco i ragazzi di Fontana Print.

Emir, insieme a tutto il team, si è messo a disposizione con una disponibilità rara: prove, materiali, soluzioni, dettagli, aggiustamenti. Sempre con l’atteggiamento di chi non sta semplicemente stampando qualcosa, ma sta aiutando un’idea a diventare un prodotto vero.

Il loro contributo è stato importante perché EPiC, a questo punto, aveva bisogno anche di precisione fisica: apertura, consistenza, resa, usabilità, qualità.

Sono stati confronti, tentativi, correzioni e soprattutto la disponibilità di un team che ha deciso di prendere sul serio un progetto ancora all’inizio — e di crederci.

Questa parte del percorso porta anche la loro firma.

Pronto per essere usato

Finalmente, il mazzo.

Epico? Vedremo.
L’impegno profuso, quello certamente.

Non nascondo l’emozione nel vederlo finalmente lì e nell’immaginarlo nelle mani dei coach, nelle aule, nelle prove, nelle discussioni e nelle sessioni.

Adesso viene la parte che conta: usarlo, metterlo alla prova, vedere cosa succede.

Pronti alla prossima evoluzione.

Se vuoi partecipare, candidati per il test.

“We’re here to put a dent in the universe.”

— Steve Jobs
La confezione professionale di EPiC
I mazzi EPiC completati

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